Gli esseri umani possono comunicare in tanti modi:
-Suoni (il suono di un fischietto, per indicare che la partita sta iniziando)
-Gesti, espressioni, immagini, colori (il rosso del semaforo)
-Odori ( un certo tipo di profumo)
A tutti questi segni viene attribuito un significato. Per comprendere quali sono gli elementi coinvolti nella comunicazione, possiamo adottare il modello elaborato da Roman Jakobson, che riguarda in particolare la comunicazione verbale.
Secondo questo modello, il mittente, ovvero colui che invia le informazioni, trasmette un messaggio a un destinatario o ricevente, utilizzando un codice che deve essere condiviso da entrambi le parti. Il mittente codifica il messaggio, ossia organizza le informazioni secondo le regole del codice che ha scelto. Il ricevente lo decodifica, ossia lo interpreta sulla base del medesimo codice.
Il mittente e il destinatario sfruttano un canale, cioè un mezzo fisico che trasporta le informazioni. Il messaggio riguarda sempre un determinato oggetto, cioè il referente, e viene rivolto all'interno di una certa situazione comunicativa, chiamata contesto.
martedì 25 aprile 2017
CHE COSA è LA COMUNICAZIONE E PERCHè SI COMUNICA
La comunicazione è uno scambio di messaggi. Gli organismi viventi comunicano tra di loro con mezzi differenti tra di loro. Comunicare, infatti, è un'attività fondamentale che garantisce l'adattamento all'ambiente.
Nella specie umana la comunicazione è particolarmente complessa, perché deve trasmettere informazioni molto articolate e complicate.
Per gli esseri umani, che vivono in costante relazione gli uni con gli altri, comunicare è un'esigenza quotidiana e benché comunicare all'apparenza sembra un'azione molto facile, in realtà richiede competenze che si sono sviluppate nel corso della vita di ciascuno.
Nella specie umana la comunicazione è particolarmente complessa, perché deve trasmettere informazioni molto articolate e complicate.
Per gli esseri umani, che vivono in costante relazione gli uni con gli altri, comunicare è un'esigenza quotidiana e benché comunicare all'apparenza sembra un'azione molto facile, in realtà richiede competenze che si sono sviluppate nel corso della vita di ciascuno.
domenica 23 aprile 2017
LE PATOLOGIE DELLA MEMORIA
La dimenticanza è talvolta provocata da cause patologiche, da malattie della memoria, raggruppate sotto il nome di amnesia, che comporta una diminuzione più o meno grave della capacità di ricordare. Le cause dell'amnesia possono essere organiche, psicologiche o determinate dall'avanzare dell'età.
-Amnesie organiche: possono essere dovute a traumi che danneggiano un'area del cervello. Causano nel rievocare eventi o rendono difficile la fissazione di eventi succesivi al trauma.
-Amnesie psicogene: secondo il padre della psicoanalisi, l'amnesia infantile nasconde gli episodi della sessualià infantile, ma esistono anche forme di amnesia successive, come l'amnesia isterica, cioe uno stimolo nevrotico che induce il soggetto a dimeticare cio che non vuole ricordare.
-Amnesie senili: legate all'invecchiamento.
Una malattia che determina un deficit della memoria è il morbo di Alzheimer, che si diffonde sempre di più con il progressivo innalzarsi dell'età media.
-Amnesie organiche: possono essere dovute a traumi che danneggiano un'area del cervello. Causano nel rievocare eventi o rendono difficile la fissazione di eventi succesivi al trauma.
-Amnesie psicogene: secondo il padre della psicoanalisi, l'amnesia infantile nasconde gli episodi della sessualià infantile, ma esistono anche forme di amnesia successive, come l'amnesia isterica, cioe uno stimolo nevrotico che induce il soggetto a dimeticare cio che non vuole ricordare.
-Amnesie senili: legate all'invecchiamento.
Una malattia che determina un deficit della memoria è il morbo di Alzheimer, che si diffonde sempre di più con il progressivo innalzarsi dell'età media.
LA MEMORIA ABREVE E A LUNGO TERMINE
Nella memoria a breve tempo (MBT) vengono processati i dati raccolti in un tempo inferiore ai 30 secondi. Possiamo distinguere due tipi di memoria a breve tempo:
-La memoria fonologica, che può ottenere mediamente sette elementi.
-La memoria visuospaziale, che riguarda la forma degli oggetti e la loro posizione nello spazio.
Nella memoria a lungo termine (MLT) l'informazione diventa una vera e propria traccia mnestica o ricordo, che può essere trattenuta per alcuni minuti o per decine di anni. La memoria a lungo termine si divide in due categorie, la memoria esplicita e la memoria implicita.
Nella memoria esplicita o consapevole o dichiarativa riguarda tutto ciò che il soggetto può descrivere consapevolmente. Si divide in:
-Memoria episodica o autobiografica, cioè il ricordo di eventi trascorsi della propria vita.
-Memoria semantica, ossia le conoscenze apprese.
-Memoria emozionale, che è il ricordo di emozioni, piacevoli o spiacevoli, legate a particolari eventi.
La memoria implicita o procedurale, immagazzina le conoscenze, le sequenze di movimenti che utilizziamo più spesso.
-La memoria fonologica, che può ottenere mediamente sette elementi.
-La memoria visuospaziale, che riguarda la forma degli oggetti e la loro posizione nello spazio.
Nella memoria a lungo termine (MLT) l'informazione diventa una vera e propria traccia mnestica o ricordo, che può essere trattenuta per alcuni minuti o per decine di anni. La memoria a lungo termine si divide in due categorie, la memoria esplicita e la memoria implicita.
Nella memoria esplicita o consapevole o dichiarativa riguarda tutto ciò che il soggetto può descrivere consapevolmente. Si divide in:
-Memoria episodica o autobiografica, cioè il ricordo di eventi trascorsi della propria vita.
-Memoria semantica, ossia le conoscenze apprese.
-Memoria emozionale, che è il ricordo di emozioni, piacevoli o spiacevoli, legate a particolari eventi.
La memoria implicita o procedurale, immagazzina le conoscenze, le sequenze di movimenti che utilizziamo più spesso.
LA MEMORIA SENSORIALE
La prima e più immediata forma di memoria è la memoria sensoriale, ossia la registrazione di quanto è percepito dai nostri sensi.
Esistono tanti tipi di memoria quanti sono i canali sensoriali, ciascuno con le proprie particolarità. I più studiati sono:
-La memoria visiva o iconica, che ha una durata di circa 0,25 secondi: se osserviamo un oggetto e poi chiudiamo le palpebre esso ci rimarrà impresso ancora per o,25 secondi.
-La memoria uditiva e ecoica, la cui traccia sonora dura circa 2 secondi e decade se l'attenzione viene meno.
La memoria sensoriale, così breve, è considerata solo il confine tra percezione e memoria.
Esistono tanti tipi di memoria quanti sono i canali sensoriali, ciascuno con le proprie particolarità. I più studiati sono:
-La memoria visiva o iconica, che ha una durata di circa 0,25 secondi: se osserviamo un oggetto e poi chiudiamo le palpebre esso ci rimarrà impresso ancora per o,25 secondi.
-La memoria uditiva e ecoica, la cui traccia sonora dura circa 2 secondi e decade se l'attenzione viene meno.
La memoria sensoriale, così breve, è considerata solo il confine tra percezione e memoria.
IL CONDIZIONAMENTO OPERANTE DI SKINNER
I casi analizzati da Pavlov e Watson sono semplici riflessi e comportamenti rispondenti, ovvero risposte passive, con le quali non si apprendono nuove capacità.
Skinner si è occupato sopratutto dei comportamenti operanti, con esperimenti basati su ratti e piccioni, a cui i risultati ha esteso su esseri umani. Egli ha elaborato la Skinner box. All'interno di una gabbietta un piccione o un ratto, abbassando casualmente una levetta ottengono il cibo. L'animale sarà così condizionato a premere di nuovo la leva per poter mangiare: ma, in questo caso, l'operazione non sarà più casuale, bensì consapevole.
Questa forma di apprendimento è chiamato apprendimento per rinforzo ed è basata su premi e punizioni.
La caduta del cibo rappresenta l'evento rinforzante; l'abbassamento intenzionale della levetta è chiamato operante rinforzato. Questo processo di condizionamento viene chiamato operante o strumentale per poter essere distinto dal condizionamento classico, quello studiato da Pavlov e Watson.
Skinner si è occupato sopratutto dei comportamenti operanti, con esperimenti basati su ratti e piccioni, a cui i risultati ha esteso su esseri umani. Egli ha elaborato la Skinner box. All'interno di una gabbietta un piccione o un ratto, abbassando casualmente una levetta ottengono il cibo. L'animale sarà così condizionato a premere di nuovo la leva per poter mangiare: ma, in questo caso, l'operazione non sarà più casuale, bensì consapevole.
Questa forma di apprendimento è chiamato apprendimento per rinforzo ed è basata su premi e punizioni.
La caduta del cibo rappresenta l'evento rinforzante; l'abbassamento intenzionale della levetta è chiamato operante rinforzato. Questo processo di condizionamento viene chiamato operante o strumentale per poter essere distinto dal condizionamento classico, quello studiato da Pavlov e Watson.
IL COMPORTAMENTISMO DI WATSON
I risultati ottenuti da Pavlov sono stati applicati a John Watson. Dai suoi studi è nato il comportamentismo, una corrente di pensiero secondo la quale il comportamento è il frutto di un condizionamento dell'ambiente: noi impariamo ad associare una certa risposta a uno stimolo ricevuto (S/R).
Watson ha compiuto esperimenti di condizionamento, anche su bambini, ed è rimasto nella storia l'esperimento del 1920 su suo figlio Albert.
-Mentre Albert (di solo un anno di età) giocava con un topolino bianco, Watson e la moglie Rosalie provocano un forte rumore.
-Albert, spaventato dal rumore grida.
-Successivamente Albert grida alla sola vista del topolino bianco.
-In seguito Albert generalizza la risposta e si spaventa in presenza di altri animali dal pelo bianco.

Sulla base di esperimenti come questo l'apprendimento è considerato un processo automatico. Questa posizione è definita ambientalista, perché la situazione dell'essere vivente dipende dalla natura che lo circonda.
Watson ha compiuto esperimenti di condizionamento, anche su bambini, ed è rimasto nella storia l'esperimento del 1920 su suo figlio Albert.
-Mentre Albert (di solo un anno di età) giocava con un topolino bianco, Watson e la moglie Rosalie provocano un forte rumore.
-Albert, spaventato dal rumore grida.
-Successivamente Albert grida alla sola vista del topolino bianco.
-In seguito Albert generalizza la risposta e si spaventa in presenza di altri animali dal pelo bianco.
Sulla base di esperimenti come questo l'apprendimento è considerato un processo automatico. Questa posizione è definita ambientalista, perché la situazione dell'essere vivente dipende dalla natura che lo circonda.
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